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Semestre europeo

L’istituzione del “semestre europeo” è il risultato di una serie di proposte avanzate nel corso del 2010 dalla Commissione (e successivamente varate dopo l’approvazione del Parlamento e del Consiglio europeo), al fine di rafforzare la governance economica dell’Unione. Con il semestre europeo, il coordinamento delle politiche economiche nazionali, sia quelle di bilancio sia quelle strutturali si trasforma, infatti, da ex post in ex ante. A partire dal 2011, il primo semestre di ogni anno è caratterizzato da un ciclo di cooperazione politica intensa tra le istituzioni UE e i 27 Stati membri relativa sia all’agenda economica che alla sorveglianza sui bilanci. Si tratta di un elemento centrale della governance economica rafforzata. Il Semestre si apre in gennaio con la presentazione, da parte della Commissione, dell’Analisi annuale della crescita, che definisce le priorità per l’UE in termini di riforme economiche e risanamento di bilancio. Queste priorità vengono poi discusse e avallate a marzo dal Consiglio europeo di primavera. In aprile gli Stati membri presentano alla Commissione e ai loro pari i Programmi nazionali di riforma e i Programmi di stabilità o di convergenza. Su questi programmi la Commissione emette poi raccomandazioni, che vengono avallate dal Consiglio europeo di giugno e adottate formalmente dal Consiglio dell’UE a luglio. Gli Stati membri tengono conto di questi orientamenti nel redigere i bilanci nazionali, che sono discussi in seno ai parlamenti nazionali secondo le norme vigenti nella seconda metà dell’anno. Ciò garantisce che la discussione dei bilanci nazionali avvenga, per la prima volta, con una visione allargata all’Europa.

Un ulteriore rafforzamento del coordinamento delle politiche economiche si ha con il varo da parte del Consiglio europeo del 24-25 marzo 2011 del “Patto Euro + - Un coordinamento più stretto delle politiche economiche per la competitività e la convergenza”. Il Patto Euro+ è uno strumento che si accompagna a Europa 2020, stabilendo riforme aggiuntive con l'obiettivo di migliorare la competitività e il livello di convergenza dei paesi. Il Patto Euro + è stato approvato dai capi di Stato o di governo della zona euro e vi hanno aderito Bulgaria, Danimarca, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania. Il Patto resta aperto all'adesione di altri Stati membri. Tutti gli Stati partecipanti devono presentare i loro impegni inserendoli nei rispettivi Programmi di stabilità o di convergenza e nei Programmi nazionali di riforma.

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