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Le misure sanzionatorie nei confronti dell’Iran

L’attuazione della strategia contro la proliferazione di armi di distruzione di massa è stata intensa e complessa, e ha visto nel corso di questi ultimi anni, un susseguirsi di misure sanzionatorie delle quali qui si fa un breve cenno storico, con l’indicazione in calce di quelle attualmente in vigore.

Le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite 1540(2004) e 1737(2006) affermano che i programmi di proliferazione di armi di distruzione di massa, perseguiti al di fuori dei vigenti accordi internazionali, costituiscono una grave minaccia per la pace e la sicurezza internazionale e prevedono, a carico degli Stati, l’obbligo di adottare specifiche misure finanziarie per contrastare la proliferazione, ponendo in luce il rischio che tale fenomeno possa favorire l’acquisizione di materiale bellico da parte di terroristi.

Il 9 giugno 2010 il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite con la risoluzione 1929(2010) ha adottato un nuovo pacchetto di sanzioni contro l’Iran.

A tale normativa hanno fatto seguito, in ambito comunitario, la decisione del Consiglio 2010/413/PESC, concernente misure restrittive nei confronti dell’Iran e che abroga la posizione comune 2007/140/PESC, ed il regolamento di esecuzione (UE) n. 668/2010, con il quale, in particolare, sono state aggiunte una serie ulteriore di persone, entità ed organismi sottoposti a restrizioni finanziarie: tra queste figurano numerosi intermediari finanziari iraniani, quali Bank Saderat, tutte le filiali comprese e sue controllate, Bank Refah e Post Bank of Iran.

Successivamente, il regolamento (UE) n. 961/2010 ha abrogato il regolamento (CE) n. 423/2007, che riguardava il precedente regime sanzionatorio, e ha dato attuazione alla citata decisione del Consiglio n. 413/2010, introduce il divieto di vendere, fornire, trasferire ed esportare, direttamente o indirettamente, attrezzature e tecnologie relative a oil & gas, ed individua un articolato regime di autorizzazione e controllo delle transazioni finanziarie con soggetti iraniani.

Tali misure sanzionatorie internazionali hanno visto un progressivo inasprimento nella seconda parte del 2011, anche a seguito del rapporto negativo dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA).

Con il regolamento (UE) n. 503/2011 è stata inserita nell’allegato VIII del citato regolamento (UE) n. 961/2010, tra gli altri, la Europaisch Iranische Handelsbank (EIH), attraverso la quale ha transitato sino ad oggi una parte cospicua dei trasferimenti finanziari provenienti dall’Iran.

Con il regolamento (UE) n. 1245/2011 si è provveduto ad inserire nell’allegato VIII del Regolamento n. 961/2010 circa 180 tra soggetti ed entità iraniane, tra le quali ultime figura la Iranian Oil Engineering and Construction (I.O.E.C.) e la Oil Turbo Compressor (O.T.C.).

A fine gennaio 2012, in risposta al proseguimento del programma iraniano di proliferazione, il Consiglio dell’Unione Europea ha adottato la decisione 2012/35/PESC ed i regolamenti (UE) n. 54/2012 e n. 56/2012, disponendo il listing di ulteriori soggetti ed entità, tra cui la Banca Centrale dell’Iran e Bank Tejarat, accompagnato da un regime derogatorio particolare che consente alle stesse di continuare ad operare sotto lo stretto controllo e monitoraggio delle competenti autorità degli Stati membri. Nel caso di Bank Tejerat tale regime derogatorio è stato limitato a un periodo di due mesi dalla data della designazione.

A chiusura di un intenso periodo di negoziazioni, è stato adottato il regolamento (UE) n. 267/2012, che ha consolidato tutte le misure fino ad oggi adottate nei confronti dell’Iran e, abrogando il precedente regolamento (UE) n. 961/2010, ne ha inserite di ulteriori.

Il 14 luglio 2015 a Vienna, i Paesi del gruppo E3/UE+3 (Cina, Federazione Russa, Stati Uniti Francia, Germania e Regno Unito, l’Alto Rappresentante dell’Unione Europea per la PESC) hanno sottoscritto con l’Iran un Piano di azione comune globale (Joint Comprehensive Plan of Action - JCPOA), il quale prevede che, entro sei mesi, l’Iran ponga in essere una serie di adempimenti volti alla limitazione del programma nucleare. Nell’attesa degli adempimenti iraniani e delle verifiche internazionali, con Decisione (PESC) 2015/1148 del 14 luglio 2015 l’Unione Europea ha prorogato le misure restrittive di ulteriori sei mesi. Al riguardo, il CSF ha emanato un comunicato.

Con Decisione PESC 2015/1863 del 18 ottobre 2015, ed i relativi regolamenti attuativi, il Regolamento (UE) 2015/1861 ed il Regolamento di esecuzione (UE) 2015/1862, sotto il profilo finanziario sono state decise:

  • Il de-listing degli individui/entità iraniane di cui all’allegato del Regolamento (UE) n. 1862/2015 del 18 ottobre 2015. La modifica degli Allegati VIII e IX del Regolamento (UE) 267/2012 con la cancellazione dei nominativi degli individui/entità iraniane di cui all’Allegato del Regolamento di Esecuzione (UE) n. 1862/2015.
  • L’abrogazione degli articoli 30, 30bis, 30ter, 31, 33, 34 e 35 del Regolamento (UE) n. 267/2012, che disciplinano le restrizioni relative al divieto di trasferimenti di fondi da e per l’Iran, compreso il sistema di notifiche e richieste di autorizzazione al Dipartimento del Tesoro - Comitato di Sicurezza Finanziaria (CSF), oltre alle sanzioni relative a determinate attività bancarie e servizi connessi, alle assicurazioni e servizi connessi, alle obbligazioni pubbliche iraniane e servizi connessi.

Queste previsioni sono divenute efficaci il 16 gennaio scorso, con la Decisione (PESC) 2016/37 del Consiglio, data in cui il direttore generale dell’AIEA ha presentato al Consiglio dei governatori dell’AIEA e al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite una relazione che conferma che l’Iran ha adottato le misure previste dal JCPOA.

Infine si segnala che le competenti autorità europee e statunitensi hanno pubblicato le rispettive linee guida esplicative delle conseguenze operative dell'Implementation Day nei rispettivi sistemi normativi. Al riguardo, il CSF in data 19 gennaio 2016 ha emanato un comunicato.

RISOLUZIONI DEL CONSIGLIO DI SICUREZZA DELLE NAZIONI UNITE

Risoluzione 1540(2004)

Risoluzione 1737/2006

Risoluzione 1929(2010)

NORMATIVA DELL’UNIONE EUROPEA

Decisione 2010/413/PESC del Consiglio del 26 luglio 2010, concernente misure restrittive nei confronti dell'Iran e che abroga la posizione comune 2007/140/PESC

Modificata o attuata da altre decisioni, consultabili selezionando il link sotto riportato:

http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/LKD/?uri=CELEX:32010D0413&qid=1435745460304

Decisione 2011/235/PESC del Consiglio del 12 aprile 2011 concernente misure restrittive nei confronti di determinate persone ed entità in considerazione della situazione in Iran

Modificata o attuata da altre decisioni, consultabili selezionando il link sotto riportato:

http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/LKD/?uri=CELEX:32011D0235&qid=1435745274229

Regolamento (UE) N. 267/2012 del Consiglio del 23 marzo 2012 concernente misure restrittive nei confronti dell’Iran e che abroga il regolamento (UE) n. 961/2010

Modificato o attuato da altri regolamenti, consultabili selezionando il link sotto riportato:

http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/LKD/?uri=CELEX:32012R0267&qid=1435744248251

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