Il Dipartimento del Tesoro


Risposte

  • Il sistema bancario italiano è solido?

    Il sistema bancario italiano è solido, e negli anni peggiori della congiuntura economica ha affrontato le conseguenze della crisi senza fare ricorso agli ingenti aiuti di Stato messi a disposizione dai bilanci pubblici (in ultima analisi dai contribuenti) di altri Stati membri dell'Unione economica e monetaria. Una prassi peraltro vietata a partire dal 1 agosto 2013.

    Per rafforzare il settore bancario il Governo ha seguito una strategia strutturale, nel solco del piano di riforme ad ampio spettro avviato fin dal 2014 e basato su tre assi:

    1. consolidamento del settore bancario, attraverso la riforma delle maggiori Banche popolari, la riforma delle Fondazioni bancarie, la prossima riforma delle Banche di credito cooperativo. Banche più grandi, più forti e più trasparenti gestiranno con più efficienza i crediti deteriorati;
    2. riduzione dei tempi di recupero dei crediti, in Italia storicamente più alti che altrove. L’implementazione del processo civile telematico e dei tribunali delle imprese sta producendo ottimi risultati; nel 2015 è stata introdotta una prima revisione delle procedure concorsuali e sono in corso di introduzione altre misure in questa direzione, in attesa della più ampia riforma della legge fallimentare. Questi interventi riducono i costi di recupero crediti e migliorano il prezzo potenziale dei crediti deteriorati in caso di cessione;
    3. ritorno alla crescita, dopo tre anni di recessione. Con l’economia in crescita sarà più facile ridurre le sofferenze.

    In questo quadro si inserisce e si integra uno strumento nuovo che il Tesoro mette a disposizione degli operatori per favorire lo smaltimento delle sofferenze bancarie: la Garanzia sulla Cartolarizzazione delle Sofferenze (GACS).

    La presenza della garanzia pubblica faciliterà il finanziamento delle operazioni di cessione delle sofferenze e non avrà impatti né sul debito pubblico né sul deficit.

    Leggi il comunicato stampa del MEF del 27 gennaio 2016 sulle GACS:
    http://www.tesoro.it/ufficio-stampa/comunicati/2016/comunicato_0020.html

    Il sistema bancario italiano

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  • E’ ancora possibile convertire le Lire in Euro?

    Attraverso la sentenza 216 del 7 ottobre 2015, la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità dell’articolo 26 del decreto legge n. 201 del 2011, che prevedeva la prescrizione della lira a partire dal 6 dicembre 2011, anticipatamente rispetto alla scadenza fissata del 28/02/2012.

    A questo proposito sono stati avviati gli approfondimenti necessari per dar seguito a tale sentenza.

    Per maggiori informazioni invitiamo a leggere gli aggiornamenti sul sito di Banca D’Italia nonché ad ascoltare l’intervento dell’Avv. Carlo Sica Capo dell'Ufficio del Coordinamento Legislativo MEF, andato in onda nel corso della trasmissione di “Mi manda Rai 3” del 18 novembre scorso.

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  • Dove si possono reperire notizie approfondite su banche, fondazioni bancarie e istituti di credito in termini di attività da essi svolte, di legislazione che ne regola l'esercizio e di rapporti con il Tesoro?

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  • Dove si può visionare la normativa che riguarda il "trasferimento e la regolazione dei valori mobiliari"?

    Sul sito internet del Dipartimento del Tesoro è disponibile il Compendio dei Regolamenti Attuativi del TUIF (Dlgs. 24/2/1998, n. 58).
    In esso sono raccolti il TUIF stesso e tutti i regolamenti e provvedimenti emanati dalle autorità di settore e dalle società di gestione dei mercati.

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  • Dove si possono trovare norme chiare in tema di modalità di accesso alla carriera di promotori finanziari?

    Le informazioni in merito alle modalità di accesso alla carriera dei promotori finanziari si possono trovare sul sito internet della CONSOB www.consob.it , in quanto Autorità competente alla tenuta dell'Albo dei Promotori medesimi.

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  • Quali sono le previsioni di crescita del PIL per l'Italia?

    Le previsioni di crescita del PIL per l'Italia vengono pubblicate nei Documenti Programmatici ed aggiornati con i Documenti Congiunturali.

     

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  • Qual è il tasso di inflazione programmato e a cosa serve?

    Il Tasso di Inflazione Programmato, presente nei Documenti Programmatici del Dipartimento del Tesoro, viene regolarmente aggiornato e pubblicato sulle pagine del sito del Dipartimento del Tesoro a questo indirizzo:
    http://www.dt.tesoro.it/it/analisi_programmazione_economico_finanziaria/inflaz_programmata/Collegamento a pagina interna

    Il tasso di inflazione programmata (TIP) costituisce un parametro di riferimento per l’attualizzazione di poste di bilancio e di emolumenti fissati per legge, ad esempio appalti pubblici, affitti, assegni familiari, rette mense scolastiche, ecc.. Risulta, inoltre, alla base degli aggiornamenti del canone RAI, delle tariffe idriche e dei rifiuti, delle tariffe autostradali (per le concessionarie diverse da Autostrade S.p.A., per la quale invece nella formula di aggiornamento è considerata l’inflazione reale) ed entra nella definizione dei premi R.C. auto (rappresenta, infatti, la soglia di incremento oltre la quale l’assicurato può non rinnovare il contratto alla scadenza).
    In passato, a seguito degli Accordi sui Redditi del 1993, il tasso di inflazione programmata (TIP) è stato lo strumento per l’adeguamento dei salari all’inflazione in sede di rinnovo contrattuale. Dal 2009 il tasso di inflazione programmato non è più utilizzato per i rinnovi contrattuali. A fine gennaio 2009, con la definizione dell’Accordo Quadro sulla Riforma degli Assetti Contrattuali siglato da Governo e Parti Sociali, è stato stabilito che la dinamica degli effetti economici sia legata ad un indicatore costruito sulla base dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) depurato della dinamica dei prezzi dei beni energetici importati. La stima dell’IPCA al netto degli energetici importati è pubblicata dall’ISTAT (fino al 31 dicembre 2010 è stata pubblicata dall’ISAE) ogni anno nel mese di maggio.
     

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